Un articolo a firma di Andreu Honzawa (program coordinator per la Spagna della Social Trade Organization) e Lluís Muns,  nostri graditi ospiti a Mitzas, dove si parla di Sardex.net e delle bellissime impressioni che il Circuito e la Comunità Sarda gli hanno trasmesso durante la loro permanenza sull’Isola.

VIVIRSINEMPLEO

Pochi giorni fa siamo stati in Sardegna in uno scambio di esperienze con il sistema di credito reciproco Sardex.net.
Questo progetto è iniziato 5 anni fa da 4 giovani imprenditori di Serramana.
Lo scorso anno contavano 1500 imprese dove, con 21.330 operazioni in valuta complementare, hanno generato più di 14 milioni di euroe, quest’anno, con oltre 2.300 imprese iscritte, contano di raddoppiare.
Recentemente hanno esteso il loro modello ai dipendenti delle imprese registrate e stanno lavorando per estenderlo anche ai consumatori.

Questo particolare modello è un chiaro caso di successo e si sta espandendo in altre sette regioni d’Italia.

Di quello che abbiamo imparato vogliamo mettere a fuoco in questo post qualcosa di specifico che ha attirato la nostra attenzione:il carattere comunitario di questa rete e la sua impronta di senso d’appartenenza in contrasto con la natura individualistica di altri modelli tipici dei paesi anglosassoni.
Riassumiamo in sei punti, tutti interconessi e che danno coerenza al modello Sardex.net.

1) Quando si contatta un’azienda interessata a partecipare al progetto, il messaggio iniziale si basa sulla necessità di superare insieme la crisi dell’isola e della comunità attraverso la cooperazione e le relazioni con i clienti ed i fornitori locali.
Il valore della forza identitaria integra elementi diversi, come la cultura od anche il modo di vedere e comprendere le relazioni umane, che consentono legami sociali che vanno ben oltre la generazione del semplice rapporto commerciale.

D’altronde, si trasmette un messaggio ben studiato del perché le valute complementari sono la nuova economia del secolo,  basata sulla collaborazione e sulle nuove tecnologie.
Una volta capito questo, si presentano anche i vantaggi economici.
Invece, i sistemi anglosassoni spiegano i singoli benefici economici per l’azienda mentre la partecipazione della rete comunitaria viene vista come sussidiaria.

2) Quando un’azienda si vuole iscrivere, si studia e si pianifica il suo potenziale di acquisto e di vendita in Sardex.
Una volta stabilito questo, si controllerà se le esigenze dell’azienda sono conciliabili con la domanda e l’offerta già presenti all’interno della rete.
Il Circuito di Credito Commerciale Sardex.net si presenta come un club esclusivo che lascia passare solo le aziende a cui, in primo luogo, il Circuito Sardex.net può portare potenziali clienti e, in secondo luogo, che non spezzino l’equilibrio nelle tipologie di domanda ed offerta nella rete di scambi.

3) Il modello di reddito si basa su un canone annuo relativamente alto (da € 300 per le piccole imprese a € 3.000 per le grandi imprese) ma con una tassa di transazione pari a 0%.
Pertanto, tendono ad entrare solo quelli che saranno membri attivi, visto che la tassa annuale scoraggia la partecipazione di membri poco attivi.
In Sardex.net si da importanza all’interconnettività della retemediante la pianificazione della circolazione della monetacomplementare.
Al contrario, i modelli anglosassoni tendono a dare maggiore priorità alle dimensioni della rete e possono far entrare qualsiasi attività commerciale, senza però sapere in anticipo quali clienti e fornitori avranno e, pertanto, con scambi commerciali più “spontanei”.
Questo si adatta al modello anglosassone che ha tasse annuali più basse ma spese di transazione fino al 10%.

4) Il modello per la remunerazione dei brokers – i dipendenti Sardexche lavorano per semplificare gli scambi tra le aziende – è strettamente legato al punto precedente.
In Sardex gli incentivi per i broker avvengono a seconda del numero di registrazioni ed il numero dei rinnovi annuali raggiunti collettivamente, questo fa sì che lavorino come una squadra e si aiutino a vicenda.
Diversamente, nei modelli anglosassoni gli incentivi sono solitamente per i singoli.
E’ consuetudine che un broker acquisti diritti esclusivi su una superficie, in cambio di una percentuale del canone e delle transazioni da parte delle imprese di quella zona, in modo da non avere alcun incentivo a lavorare insieme con gli altri broker.

5) Sardex.net decentra le funzioni di intermediazione da sei sedi locali in tutta l’Isola, ognuna con la propria centrale telefonica.
I brokers  provengono prevalentemente dagli stessi territori dove svolgono i loro compiti di rivitalizzazione commerciale, per via della loro conoscenza del tessuto sociale e commerciale dei territori in cui vivono.
Si cerca di dare una prova di vicinanza alle imprese partecipantiattraverso la creazione di relazioni di fiducia con i broker, che svolgono visite in loco di frequente.
Questo contrasta con i modelli anglosassoni, che in alcuni casi sono limitati al solo servizio web, con poca intermediazione da parte dei broker e limitandosi a contatti telefonici.

6) Sardex non fa marketing convenzionale, come spot televisivi e radiofonici, cartellonistica ed altro ancora: si concentra sui social media, sul marketing relazionale ed il passaparola. Spesso sponsorizzano, da soli o con altre imprese aderenti al Circuito, varie organizzazioni dell’Isola, piccoli club sportivi, circoli letterari ed altre istituzioni culturali.
Non hanno mai pubblicato un annuncio, ma in tutta l’Isola sono noti per il loro impatto positivo sull’economia locale e della comunità.

Sardex.net è un modello che dimostra ancora una volta l’utilità di questo tipo di reti commerciali per le economie regionali e, in particolare, per il settore delle PMI.  Diversamente da altre realtà, Sardex.net è riuscita a costruire il proprio sistema adattandolo al contesto culturale della propria comunità.

 

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