Grande successo all’inaugurazione di “Meglio Sardo” tenutasi ieri a Decimomannu; un nuovo concetto di Supermercato con un approccio alla distribuzione attento alle esigenze del territorio, alle sue peculiarità ed al valore che è in grado di produrre.

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Michele Pirroni, socio fondatore di “Meglio Sardo” e 2M Distribuzioni, affiancato da Piero Sanna, cofondatore e responsabile Broker di Sardex.net

Che fosse qualcosa di “nuovo”, “particolare”, ed evidentemenente “sentito” dalle persone si era già evinto dalla straordinaria partecipazione ed accoglienza che la notizia della sua imminente apertura ha avuto sui nostri canali ufficiali: notizia poi ripresa da numerose testate dell’ Isola a partire dall’ Unione Sarda, con un articolo pubblicato oggi a pagina 17 nella sezione Economia dal titolo “Sardex nel carrello della spesa” – e riportata qui dal Sito della Regione Sardegna – a Tiscali Notize, che ha intervistato i due ideatori ed artefici del progetto Michele Pirroni – socio fondatore di “Meglio Sardo” e di 2M Distribuzioni – e Piero Sanna – socio fondatore e responsabile dell’area broker di Sardex.net – passando per svariate altre testate quali Sardanews, Castedduonline e Kalariseventi giusto per citarne alcune.

I clienti infatti non si sono fatti attendere e sono accorsi in massa in un Supermercato che si appresta a divenire un punto di riferimento per un nuovo modo d’intendere l’Economia dell’Isola: ” Con Sardex.net ” spiega Pirroni, “puntiamo ad incentivare la distribuzione ed a creare il primo Supermercato dove tutte le referenze siano prodotte in Sardegna o movimentate da Partite Iva Sarde, fattore molto importante per poter far si che la ricchezza rimanga nell’Isola.”

“Quello che contraddistingue l’apertura di questo market” aggiunge Sanna “è che si tratta di una white label, quindi un market indipendente. Per il Circuito di Credito Commerciale Sardex.net si tratta di un’apertura fondamentale, perché la maggior parte delle referenze è interna a Sardex, e il market diventa così crocevia di transazioni importantissimo, sia per le aziende iscritte che per i loro dipendenti”. Ricadute sul territorio anche per quel che riguarda l’occupazione: sono dieci i dipendenti di Meglio Sardo, “che prendono parte della retribuzione in Sardex,” precisa ancora Pirroni “ragazzi che credono nel progetto. Ed è anche per loro che è nato questo progetto: per non farli scappare dalla nostra bellissima isola”

Una scelta coraggiosa e dirompente quella di “Meglio Sardo”: creare un supermercato morderno, fornito e funzionale capace di coniugare una forte impronta Sarda con l’esigenza del consumatore di avere prezzi competitivi e un vasto assortimento dei più diffusi prodotti di consumo; un supermercato in cui buona parte delle merci a scaffale è prodotta e confezionata da aziende dell’Isola o movimentata da Partite Iva Isolane, limitando le importazioni quasi esclusivamente ai prodotti non disponibili sul nostro territorio.
Non una scelta di chiusura o una politica vanamente protezionista ma piuttosto la lucida volontà di dimostrare che il nostro territorio è in grado di esprimere produzioni agrolimentari di qualità, a prezzi contenuti e con una varietà tale da soddisfare buona parte delle nostre esigenze di consumo; il tutto, naturalmente, senza rinunciare in maniera fondamentalista e preconcetta ai grandi marchi bensì cercando di ricreare negli assortimenti un equilibrio tra locale e globale capace di ripristinare una continuità tra produzione e consumo, non limitando le possibilità di scelta del consumatore ma contribuendo a renderle più consapevoli, incentivando e facilitando comportamenti di consumo virtuosi e limitando al contempo un inutile e spesso dannoso turismo delle merci.

In conclusione, “Meglio Sardo”, con la sua politica fortemente orientata ai prodotti ed alle aziende locali, è qualcosa di più di un semplice Supermercato; rappresenta un sogno concreto che poggia saldamente su un’idea di Economia Locale fondata sul coraggio, sulla capacità impreditoriale e sulla cooperazione, sulla visione di un’Isola che ha scelto di essere artefice del proprio destino, una Sardegna che ha scelto di smettere di subire il cambiamento per divenirne finalmente parte attiva.

 

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