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Nel quotidiano indipendente L’Indro, nell’articolo Finanza cooperativa come antidoto alla crisi leggiamo un’interessante intervista a Luca Fantacci, docente di Scenari economici internazionali e di Storia delle crisi finanziarie all’Università Bocconi, nonché esperto del pensiero di John Maynard Keynes.

Nel libro Fine della Finanza. Da dove viene la crisi e come si può pensare di uscirne Luca Fantacci e il collega Massimo Amato propongono un’interpretazione interessante delle cause che l’hanno determinata. In dettaglio, i due docenti della Bocconi di Milano spiegano come la situazione che si è venuta a creare dal 2007 non è frutto di uno svolgersi naturale del cosiddetto ‘ciclo economico’, ma dipende da un «difetto costitutivo dell’attuale configurazione della finanza e del mercato».

Raggiunto da L’Indro, il docente spiega: “Il fatto che le crisi si ripetano con frequenza e intensità crescente è sintomo di una patologia del sistema finanziario che oscilla fra euforia e depressione senza mai trovare un equilibrio. Nel periodo di boom si prestava a tutti, perfino a chi non se lo meritava: i famosi ‘subprime’ che hanno scatenato la crisi. Poi, quasi istantaneamente, si è passati all’estremo opposto, tanto che oggi i prestiti si negano anche alle imprese sane. Nei momenti in cui prevale il panico e la sfiducia, il denaro smette di essere prestato o anche speso – continua Fantacci – per essere trattenuto come baluardo contro l’incertezza. E la crisi si avvita in una spirale. Ma il problema non sta nel comportamento degli individui, bensì nell’istituzione monetaria: il carattere di riserva di valore del denaro”.

Molti gli spunti forniti dal Prof. Fantacci per orientarsi verso una soluzione alla crisi economica globale, ma pare che uno in particolare possa rappresentare la soluzione ed è la cosiddetta finanza cooperativa, di cui l’Italia con Sardex è un esempio virtuoso: “Il Sardex – afferma il docente – a differenza del bitcoin, è una moneta complementare fatta bene. La sua creazione è strettamente legata all’esigenza degli scambi. Le imprese che hanno difficoltà di accesso al credito possono utilizzarla per pagarsi le rispettive forniture. È, in effetti, una forma di finanza cooperativa che può servire per alleviare la crisi, far ripartire gli scambi e rafforzare la coesione economica e sociale di un territorio”.

 

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