Quattro giovani sardi cancellano l’euro e inventano un’economia. Dalla Sardegna a giugno anche in Sicilia

FLAVIA AMABILE

Il mondo dei “trentenni che non si arrendono” ha le sue regole. Nulla hanno a che vedere con quelle dei quarantenni e dei cinquantenni, e ancora meno con quelle dei sessantenni e oltre. E’ vero in ogni settore, dalla moda all’editoria, dall’agricoltura alla pubblicità come sa chi segue questa serie dall’inizio. E’ vero persino nell’economia anche se è più difficile crederlo. L’economia sembra uno di quei settori dominati dagli stessi volti secolari senza alcuna speranza di cambiamento, e invece parli con gente come Carlo Mancosu e ti rendi conto che non è tutto inamovibile.

Carlo è uno di quei sardi legatissimi alla terra d’origine. Ora ha 31 anni e da sempre frequenta un gruppo di amici più o meno suoi coetanei. Al momento di iscriversi all’università ognuno di loro ha preso una strada diversa. C’è chi è andato a Londra, chi a Teramo, chi è rimasto a Cagliari. Per tutti si trattava di una scelta temporanea, l’obiettivo era tornare in Sardegna e lavorare lì.

L’idea è arrivata dopo la laurea. “L’economia sarda è caratterizzata da microimprese poco connesse fra loro e poco informatizzate. Arrivavano anche le prime avvisaglie della crisi, abbiamo capito che il sistema capitalistico fondato sulla competizione a tutti i costi stava fallendo”. Hanno deciso di creare un sistema di economia collaborativa non più fondata sullo scambio di una moneta ufficiale ma sullo scambio di beni e servizi.

Non è un baratto. E’ un sistema più complesso: le aziende entrano e possono anche vendere le merci ma la moneta interna si crea soltanto quando anche qualcuno acquista. Quella moneta sono i crediti Sardex.

Il nuovo sistema è nato nel gennaio 2010. A qualcuno i suoi inventori possono sembrare dei poveri illusi ma l’anno scorso si sono scambiati con questo circuito 1,2 milioni di crediti e quest’anno sono già arivati a quota 600mila. A settembre non solo le aziende faranno parte del circuito ma anche i cittadini comuni. Da giugno in Sicilia nascerà un sistema gemello con la partecipazione di Sardex, si chiamerà Sicanex.

Un successo. E non sono i soli. Stanno nascendo molte forme di pagamento private alternative all’euro. Si chiamano monete complementari, è un fenomeno in atto da anni ma la crisi è alla base del suo ultimo sviluppo.

Illusi, visionari o geniali anticipatori di un nuovo sistema economico?

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